Per un Operations Director/COO, parlare di supply chain non significa solo “far arrivare merce in tempo”: significa governare rischio operativo, capitale circolante, servizio al cliente e compliance con la stessa disciplina con cui si governa un P&L.
In questo quadro, la logistica integrata è la leva che collega l’esecuzione (magazzino, trasporti, produzione) con le decisioni (priorità, scenari, investimenti).
La logistica italiana vive una pressione crescente sui margini: aumentano costi e complessità, mentre il livello di servizio richiesto continua a salire. In questo contesto anche piccole inefficienze (ritardi, rilavorazioni, errori, poca visibilità su scorte e avanzamenti) generano rapidamente extra-costi e impattano il cliente.
La volatilità di domanda e forniture impone reattività, ma senza processi e dati integrati la reazione diventa rincorsa. La vera leva competitiva è coordinare pianificazione ed esecuzione, riducendo attività manuali e aumentando controllo e tracciabilità.
Questa pressione economica si accompagna a un’altra trasformazione: la logistica sta diventando sempre più “data-driven”, con standard e processi che spingono verso scambio digitale, tracciabilità e controlli integrati nel flusso operativo.
Due segnali, in particolare, mostrano come standardizzazione e digitalizzazione stiano diventando parte della normalità operativa:
La domanda strategica, quindi, non è “quale software scegliere”, ma: quali dati devo far circolare end-to-end, con quali standard e controlli, per trasformare la logistica in un asset scalabile e controllabile?
Il “Logistics Trend Radar 7.0” di DHL (edizione 2024) evidenzia trend sociali, tecnologici e di business che impatteranno la logistica nel medio periodo, con attenzione particolare a sostenibilità e AI.
Tra questi emergono:
Nel mercato, approcci di system integration come quelli proposti da Catamacro si collocano su questa stessa linea: rendere i processi logistici più replicabili e controllabili attraverso l’integrazione tra sistemi gestionali e execution, così da ridurre dipendenze da eccezioni e lavorazioni manuali che, nel tempo, trasformano la complessità in costo strutturale.
A valle dell’efficienza del singolo nodo, la capacità distintiva diventa la visibilità end-to-end: governare il dato lungo ordine, movimentazione, trasporto e consegna. In pratica significa ridurre “zone grigie” tra sistemi e attori della filiera, rendendo più affidabili promesse, priorità e ripianificazioni.
In questo quadro, gli standard europei sullo scambio digitale delle informazioni di trasporto (eFTI) vanno nella direzione di piattaforme interoperabili e controlli più tracciabili, senza costringere le aziende a stravolgere strumenti già in uso.
Il testo normativo dettaglia anche la governance: i dati destinati alle autorità devono essere condivisi attraverso connessioni sicure e autenticate, con accesso limitato alle informazioni richieste. L’architettura prevede l’accesso delle autorità esclusivamente tramite comunicazione machine-to-machine tra piattaforma e gate eFTI, con tracciamento delle richieste e delle risposte per audit e con possibilità di notifiche (anche in real time) agli operatori sulle richieste ricevute. Per la sicurezza e la protezione dei dati, restano rilevanti standard e best practice internazionali (ad esempio le famiglie ISO/IEC 27001 e la ISO/IEC 27701 per la privacy).
Distinzione tra i principali formati digitali nel trasporto merci
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Acronimo |
Scopo Principale |
Natura del Documento |
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eFTI Dataset |
Controllo da parte delle autorità pubbliche |
Set di dati standardizzato (XML/JSON) per la conformità normativa |
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e-CMR |
Regolazione del rapporto contrattuale e delle responsabilità |
Documento giuridico-contrattuale tra mittente, vettore e destinatario |
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DDT Elettronico |
Prova di consegna e validità fiscale |
Documento giuridico-fiscale per fini IVA, gestito in conservazione a norma |
Le sperimentazioni riportano questa impostazione sul terreno operativo. Il 21 ottobre 2025, i porti di Trieste e La Spezia sono stati al centro di una doppia sperimentazione del progetto europeo eFTI4EU dedicato alla digitalizzazione dei trasporti e ai controlli doganali. Il pilota di Trieste ha coinvolto un trasporto transnazionale dall’Austria all’Italia via Slovenia, con destinazione finale per l’esportazione extra UE dal porto giuliano: durante il viaggio la Polizia Stradale ha verificato la documentazione elettronica utilizzando un'applicazione connessa al nodo nazionale “eFTI Gate Italy”, recuperando i dati tramite e-CMR digitale.
Contemporaneamente, a La Spezia, un’iniziativa simile ha testato un percorso di import intermodale diretto all’Interporto di Bologna, con trasmissione automatica delle informazioni di arrivo e integrazione tra sistemi logistici e Port Community System.
La visibilità, però, non è solo trasporto: dipende anche da come circolano documenti e informazioni interne. L’evoluzione dell’Enterprise Content Management viene descritta come passaggio da archivio digitale a piattaforma di automazione, basata su metadati strutturati, workflow e capacità di indicizzazione e ricerca, così che i documenti diventino nodi informativi attivi, tracciabili e reperibili nel punto del processo in cui servono.
Nelle progettualità di digital transformation tipiche di un system integrator come Catamacro, questa logica si traduce nel ridurre duplicazioni, ritardi approvativi e perdita di controllo quando il documento non resta “fuori” dal processo, ma ne diventa parte integrante.
La digitalizzazione della logistica in Italia sta ricevendo un forte impulso grazie ai fondi del PNRR, che destinano oltre 250 milioni di euro a progetti di interoperabilità e logistica integrata. Questi investimenti sono strategici per preparare il terreno al regolamento europeo eFTI, che renderà obbligatorio l’uso di dati/documenti di trasporto elettronici per i controlli da parte delle autorità a partire dal 2027. L'obiettivo è creare ecosistemi digitali interoperabili, capaci di connettere piattaforme pubbliche e private, e promuovere una gestione dei dati più efficiente e sostenibile su scala nazionale.
Su queste basi, l’integrazione diventa il ponte tra compliance esterna e execution interna. Se i dati viaggiano verso l’esterno in modo sempre più strutturato, la discontinuità tra reparti si trasforma rapidamente in rischio operativo. Integrare la supply chain con i processi aziendali significa far coincidere eventi, documenti e stati operativi, riducendo attrito tra planning, magazzino, produzione e amministrazione, e portando la gestione delle eccezioni dentro workflow controllabili.
Per rendere operativa questa visione, il primo snodo è l’allineamento tra promessa commerciale, disponibilità reale e capacità produttiva.
In questa prospettiva l’ERP agisce da regia tra pianificazione ed execution (MRP, APS, demand planning, WMS, MES…), abilitando una supply chain più connessa e resiliente: produzione più agile, orchestrazione end-to-end e decisioni più rapide, con attenzione a sostenibilità e uso efficiente delle risorse.
La connessione tra reparti passa anche da una gestione magazzini e logistica che trasformi le attività fisiche in dati di processo. Un WMS copre i passaggi chiave (ingresso ed etichettatura/UDC, controlli qualità e quarantena, stoccaggio, inventari e trasferimenti) e rende più governabili picking e shipping (priorità, FIFO/LIFO/FEFO, assegnazione attività, controllo completezza carico e gestione anomalie), collegando execution e documentazione tramite packing list ed etichette.
In questo disegno, l’automazione è associata a metriche e risultati misurabili (produttività e accuratezza), ma l’impatto varia in base a processo, mix e livello di standardizzazione. Inoltre, sono citati motori di ottimizzazione applicati a stoccaggio, picking, formazione pallet e carico mezzi, considerando vincoli operativi.
Quando il modello è a commessa, la connessione tra operations e finance diventa parte della stessa architettura: incassi per milestone e costi concentrati nelle fasi iniziali rendono critico collegare costi, acconti e incassi al singolo progetto. In questa logica, un ERP supporta tracciamento costi/ricavi per commessa, milestone di fatturazione, previsione fabbisogni finanziari e dashboard per rendere visibile l’impatto operativo sulla liquidità, integrando controllo di gestione e tesoreria.
Il raccordo documentale completa l’integrazione: i documenti non strutturati avviano la dematerializzazione ma non automatizzano i dati e impongono inserimenti manuali. Per rendere il ciclo integrabile, viene indicata la necessità di tracciati standard per i documenti che precedono la fattura, in particolare ordine e DDT.
Con processi connessi e dati coerenti, la reattività diventa una capacità sistemica: la variabilità esterna non si traduce automaticamente in urgenza interna. Sul lato operativo, le piattaforme di telematizzazione e orchestrazione dei trasporti (integrazioni tra TMS, operatori, nodi logistici e committenti) puntano a ridurre attriti e congestioni con logiche come gestione missioni e documenti in tempo reale, prenotazioni/slotting, e matching domanda–offerta per contenere i viaggi a vuoto. Sul lato regolatorio, l’impianto eFTI sposta la compliance nel flusso, rendendo più naturali controlli digitali e interoperabilità, come mostrato nelle sperimentazioni portuali.
Oltre all’orchestrazione operativa dei trasporti, la reattività si gioca anche sulla capacità di prevedere e ripianificare con dati aggiornati e condivisi. La gestione delle fluttuazioni riguarda anche domanda e pianificazione: l’AI per il forecasting è collegata a previsioni più realistiche (più variabili), maggiore affidabilità (identificazione delle variabili significative) e maggiore resilienza quando le previsioni sono alimentate da dati raccolti in tempo reale e condivise lungo la catena.
Sull’adozione dell’AI in logistica, le evidenze riportano che circa il 30% delle aziende dichiara di utilizzarla e che la dimensione aziendale incide (es. 33% >50M vs 21% PMI). In termini di governance, modernizzare sistemi e processi non è solo IT: è una condizione per continuità operativa e per assorbire le fluttuazioni senza trasformarle in inefficienza.
È l’approccio che collega execution (magazzino, trasporti, produzione) e decisioni (priorità, scenari, investimenti) tramite dati e processi end-to-end.
Il quadro eFTI standardizza le informazioni elettroniche sul trasporto merci: dal 2027 le autorità pubbliche dovranno accettare dati elettronici quando resi disponibili tramite piattaforme eFTI conformi.
Per ridurre eccezioni, scorte e urgenze, migliorando servizio e prevedibilità dei costi operativi.
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